Ci risiamo con la spiata dal buco della serratura, con la caccia alla foto del bacio, con le risatine dei giornalisti burloni e i flash su Dagospia. In sintesi, ci risiamo con il gossip da ombrellone trasformato in caso politico. Ovviamente, parliamo del caso di Matteo Piantedosi, che da 48 ore è finito nel frullatore mediatico a causa delle dichiarazioni di una giovane giornalista, Claudia Conte.
Perché la collega abbia deciso proprio adesso di rendere pubblico il loro flirt non lo sappiamo, al massimo lo possiamo immaginare, ma la domanda in realtà è un’altra: perché mai la questione dovrebbe interessarci? Il ministro si è preso la responsabilità di escludere di aver mai esercitato pressioni su chicchessia per procacciare lavori per la Conte. E per ora in effetti – nonostante i principali quotidiani italiani abbiano immediatamente passato ai raggi X la carriera della collega – sono emerse solo faccende irrilevanti, quattro gettoni – 200 euro lordi l’uno – per moderare eventi, per un totale di ottocento euro. Magro bottino. Pare che il ministro non ne sapesse nulla. Al contrario, sono emersi incarichi per il Comune di Firenze del Dem Nardella, contratti chiusi in presenza del vecchio Cda Rai e collaborazioni con altre amministrazioni Pd. E tantissimo altro. Insomma, la signora Conte aveva un lavoro e una vita anche prima che la sua strada si incrociasse con quella di Piantedosi.














