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20 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 9:38
Il rafforzamento della spesa militare europea rischia di aprire nuovi spazi alle frodi. A lanciare l’allarme è l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf), secondo cui il riarmo delle capitali europee sta diventando una vera e propria “calamita” per attività illecite, attratte dalle risorse senza precedenti destinate al settore. “Se investiamo di più nella difesa, vedremo più frodi”, ha avvertito il direttore Petr Klement parlando con il Financial Times. L’agenzia segnala un aumento delle irregolarità soprattutto nei progetti di ricerca e negli appalti, con criticità che vanno dalla manipolazione delle gare ai prezzi gonfiati, fino a episodi di clientelismo e corruzione.
Il quotidiano finanziario ricorda che il fenomeno si inserisce in un’espansione senza precedenti degli strumenti europei per la difesa: dai 500 milioni per la produzione di munizioni ai 150 miliardi di prestiti garantiti dall’Ue, fino ai programmi industriali dedicati al settore. Un salto di scala che, nelle parole di Klement, richiede una vigilanza rafforzata anche in vista del prossimo bilancio europeo da circa 2.000 miliardi di euro attualmente in negoziazione.






