Davide Tabarelli non ci gira intorno: il piano della Commissione Ue contro il caro -energia, che sarà presentato mercoledì, «è la conferma dell’impotenza dell’Europa e del suo distacco dalla realtà». Tra aumento del telelavoro, limiti di velocità più bassi, noleggio gratuito delle biciclette e targhe alterne in città, il pacchetto Save energy Eu punta in una direzione: tagliare i consumi energetici. Ma la proposta di Bruxelles rischia di essere soltanto un palliativo.
Ché la situazione è piuttosto seria. «L’unica speranza è che riapra lo stretto di Hormuz» spiega a Libero il fondatore di Nomisma, tra i massimi esperti di energia in Italia. «In Europa abbiamo questa tendenza a dimenticarci dell’importanza del petrolio, del gas, perché sono fossili, ma demonizzarli non serve a ridurre la nostra dipendenza dall’estero, è soltanto un auspicio che però ci ha allontanato dalla realtà».
Cosa può fare allora l’Europa, professore?
«Non esistono soluzioni facili e immediate. Trump può fare quello che fa per il motivo banale che, mentre gli Stati Uniti sono diventati grandi produttori di petrolio e gas, l’Europa no. E ora ne stiamo pagando le conseguenze. Ci troviamo nella stessa situazione degli anni ’70. Con un aggravante».













