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Ultimo aggiornamento: 13:32

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La Commissione europea prova a dare una risposta alla crisi energetica. Così ha presentato il nuovo pacchetto di misure AccelerateEU con l’intento, spiegano, di fornire “misure di sostegno, sia immediate sia strutturali, ai cittadini e alle imprese europee”, come annunciato dalla presidente Ursula von der Leyen. “Dobbiamo accelerare la transizione verso energie pulite prodotte internamente – ha aggiunto – Questo ci garantirà l’indipendenza e la sicurezza energetica e ci permetterà di affrontare meglio le tempeste geopolitiche”. E dal commissario all’Energia, Dan Jorgensen, arriva la conferma che la riapertura ai combustibili russi non sarà la soluzione alla crisi: “Non importeremo più nemmeno una molecola di energia russa. Perché? Perché Vladimir Putin ha usato l’energia come arma contro gli Stati membri. Perché Putin ha usato l’energia per ricattare gli Stati membri dell’Unione europea. E infine perché, se acquistiamo la sua energia, contribuiamo indirettamente a sostenere la guerra contro i nostri amici in Ucraina“. La commissaria alla transizione ecologica, Teresa Ribera, precisa che non si è trovata l’intesa su un’imposta sugli extra-profitti: “Al momento non riusciamo a individuare l’opportunità di assumere una decisione comune su come attuare un’imposta comune in tutta l’Unione europea – ha detto rispondendo alla richiesta di cinque ministri Ue – Un’imposta comune richiede l’unanimità. Non sarà facile trovarla”. Ribera ha poi voluto evidenziare come la richiesta dei cinque Paesi Ue “dimostra fino a che punto circostanze terribili come quelle vissute in passato e come quella che viviamo ora non debbano essere sfruttate a vantaggio di chi, senza reali interessi nei costi, coglie l’opportunità di fare maggiori profitti impattando sull’accessibilità dei beni di base per le persone. Vedo che questa preoccupazione è qualcosa da cui nessun governo può prescindere di fronte al problema”.