Aiuti di Stato per i settori più esposti alla crisi e voucher per le famiglie vulnerabili. Maggiore coordinamento sulle riserve di gas e petrolio e minori accise sull'elettricità.
Sono alcune delle leve proposte dalla Commissione europea per fronteggiare l'impatto della crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente.
Nel piano Accelerate Eu che è stato presentato ieri da Bruxelles non c'è traccia invece dell'invito a imporre almeno un giorno di smart working obbligatorio alle imprese, una proposta contenuta nelle bozze circolate nei giorni scorsi. «Le scelte che facciamo oggi determineranno la nostra capacità di affrontare le sfide di oggi e le crisi di domani. La nostra strategia Accelerate Eu apporterà misure di sostegno immediate e più strutturali ai cittadini e alle imprese europei», ha dichiarato Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione europea ha insistito su un punto in particolare: «Dobbiamo accelerare il passaggio a energie pulite e autoctone. Ciò ci garantirà indipendenza e sicurezza energetica e ci consentirà di resistere meglio alle tempeste geopolitiche».
Secondo Bruxelles «possibili effetti sulla crescita del Pil e sull’inflazione sono significativi», davanti a un quadro «instabile». «Gli effetti – avverte la Commissione – continueranno a farsi sentire per diversi mesi e andranno oltre il settore energetico, con ripercussioni economiche e sociali». Entro la fine del mese la Commissione europea prevede di adottare il quadro aggiornato di aiuti di Stato, attualmente in consultazione, per coprire fino al 50 per cento dei costi extra del carburante per i settori più esposti, come trasporti e agricoltura. A maggio Bruxelles conta poi di presentare un catalogo di misure per ottimizzare i risparmi energetici, nonché una serie di proposte per sostituire i combustibili fossili con energia pulita.









