Un taglio alle tasse sull'elettricità. Così l'Europa è pronta a fare la sua mossa, al momento, per mettere una toppa (la prima), all'impatto della crisi energetica sull'economia del Vecchio continente. Qualcosa che è costata «sulla nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili un aumento di 22 miliardi» secondo i conti della presidente Ursula von der Leyen.

Dunque, la Commissione Ue conta di presentare a maggio un intervento mirato sul mercato dell'energia per lasciare più mano libera ai governi e consentirgli di applicare una tassazione più bassa sull'elettricità rispetto ai combustibili fossili - almeno questo è nelle tue intenzioni - avendo al tempo stesso più margine per ridurre le imposte sulle industrie energivore. La misura rientra nel piano "Accelerate Ue" che l'esecutivo dovrebbe adottare il 22 aprile in risposta proprio alle ricadute energetiche della guerra in Medio Oriente. Certo non è la sospensione del patto di stabilità chiesta dall'Italia («al momento non ce ne sono le condizioni» per von der Leyen), ma la cassetta degli attrezzi in via di definizione, e ancora in bozza, per gestire la crisi è se non altro la prima tappa di un percorso che sarà modulato a dovere, si spera, se la crisi durerà più a lungo del previsto.