La fragile tregua tra Israele e Libano mediata dalla Casa Bianca ha ridotto al minimo per ora i raid aerei e gli scontri di terra tra Hezbollah e Idf, che pure conta due soldati morti dall'inizio dello stop ai combattimenti, ma non ha fermato le ruspe dello Stato ebraico, che continuano a radere al suolo i villaggi oltreconfine durante il cessate il fuoco.
E non mancano le vittime tra i militari, da ultimo un soldato rimasto ucciso sabato dall'esplosione un ordigno artigianale, altri 9 sono rimasti feriti.
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, "scioccato" secondo Axios dall'ultimatum del presidente Usa Donald Trump, che ha "vietato" a Israele di continuare l'offensiva in Libano in un messaggio inviato a mezzo social, ha rinviato un incontro del gabinetto allargato incentrato sulla tregua e le sue prospettive. Lo slittamento è arrivato dopo la decisione di un tribunale di Gerusalemme, che ha accolto la richiesta del premier di annullare la sua testimonianza nel processo in corso per corruzione, prevista per domani.
Intanto però, in attesa di una posizione ufficiale del governo, il ministro della Difesa Israel Katz ha annunciato che l'Idf ha ricevuto ordine di ricorrere alla "piena forza" in Libano — anche durante l'attuale cessate il fuoco — in caso le truppe israeliane dovessero trovarsi di fronte a qualsiasi minaccia. "Abbiamo ordinato all'Idf di agire con la piena forza, anche durante il cessate il fuoco, per fronteggiare qualsiasi minaccia", ha dichiarato Katz durante un evento in Cisgiordania.






