Atene chiama: l’alta cucina greca prova a pensarsi. Per anni la Grecia è stata una grande cucina, mancante però di un altrettanto grande racconto. Forte di un’abbondanza di prodotti agroalimentari d’eccellenza e di uno stile di vita sano, all’insegna della piacevolezza e della convivialità (d’altro canto è uno dei Paesi che hanno in comune la Dieta Mediterranea, patrimonio Unesco), la gastronomia non aveva, per così dire, un indirizzo programmatico: da una parte una tradizione fortissima, domestica, popolare, identitaria; dall’altra, una generazione di chef sempre più visibile sulla scena internazionale. Quello che mancava era un luogo in cui queste due dimensioni potessero incontrarsi e confrontarsi, mettersi in discussione e dialogare anche in relazione alle altre cucine internazionali.
Il primo Athens Gastronomic Forum nasce esattamente da questa esigenza: non tanto per celebrare, ma per mettere in moto un discorso. Non è un dettaglio. In un’Europa dove congressi come Madrid Fusión, Identità Golose a Milano o Gastromasa a Istanbul hanno da tempo costruito un linguaggio condiviso sull’alta cucina, la Grecia rischiava di restare in ritardo. Eppure, proprio questo ritardo diventa oggi un vantaggio: il forum ateniese non si limita a replicare modelli esistenti, ma prova a definire una propria agenda.






