​PORDENONE - Un uomo sovrappeso, al punto da dover da usare addirittura ritocchi grafici per rendere iperbolica l’immagine. Una persona che rischia di non entrare all’interno del macchinario per la tomografia computerizzata appare in un cartellone pubblicitario nell’area del parcheggio Marcolin per promuovere una clinica dov’è presente una strumentazione di diagnostica aperta. Si comprende che siamo in una situazione di ospedalizzazione perché a fianco della persona “senza volto” è presente un’infermiera. L’immagine parla da sé, chi non entrasse nel macchinario, dovrebbe rivolgersi alla struttura privata che ha un macchinario aperto e di nuova generazione.

I medici sulla questione hanno alzato gli scudi per proteggere i pazienti obesi e i tanti giovani con disturbi dell’alimentazione. «Non si può utilizzare questo tipo di immagini – dichiara Roberto Dall’Amico, primario di Pediatria all’ospedale Santa Maria degli Angeli – non trovo che il corpo delle persone debba essere usato per questo tipo di pubblicità. Ma la questione è ancora peggiore, noi che facciamo i medici, ci occupiamo di salute dovremmo avere una visione ancora più etica». Vi è una spiegazione medica non trascurabile.

«L’obesità – spiega il dottor Gian Luigi Luxardi, esperto dei disturbi alimentari – è un problema metabolico, invece nell’immaginario collettivo e in questa pubblicità che lo riflette pensiamo ad una persona pigra, di scarsa volontà, si crea così uno stigma e questo influisce secondo la letteratura scientifica e le ricerche sulla cura stessa». Gli obesi, dunque, vedendo questa promozione possono identificarsi e di certo non penseranno alla tac, ma si vergogneranno della loro condizione, tenderanno ad isolarsi. «Una tale immagine può provocare un abbassamento dell’autostima – ha riferito lo psicologo esperto – e la persona con obesità si potrà colpevolizzare». Lo stesso dottor Dall’Amico puntualizza come «l’obeso venga costantemente deriso e bullizzato e l’immagine fa lo stesso. L’obeso si rivede nell’immagine, sta male, se soffre di ansia, per fare un esempio, questa viene ancora di più accentuata, potrebbe usare una dieta fortemente restrittiva correndo il rischio di aggravare la salute. L’immagine, dunque, peggiora le condizioni di chi è in sovrappeso. Peraltro, questa persona è stata probabilmente “phoshoppata” per essere ancor più grottesca, un corpo enorme che non entra attraverso un tubo. Un’immagine sgradevole».