Trasferire la città di Venezia altrove nell'entroterra per salvarla dal futuro innalzamento del livello del mare. É questa la strategia più estrema appena descritta in uno studio coordinato dall'Università del Salento e dell'Università dell'East Anglia (UEA), secondo cui appunto tra le 4 possibili opzioni di adattamento, che includono barriere mobili, dighe circolari attorno alla città e lo sbarramento della laguna, gli autori hanno suggerito anche quella di spostare la città di Venezia per aiutarla così a salvarsi dal continuo innalzamento del livello del mare dei prossimi 300 anni. I dettagli del nuovo studio sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.La città di VeneziaPatrimonio mondiale dell'Unesco, Venezia è una città che negli ultimi 150 anni è stata colpita da un aumento della frequenza delle inondazioni. Attualmente, le difese della città si basano sul sistema Mose (Modulo sperimentale elettromeccanico), che comprende un sistema di barriere mobili lungo le bocche di porto della laguna. Ma è essenziale, avvertono gli autori del nuovo studio, non solo un'azione immediata, ma anche una pianificazione a lungo termine per proteggere Venezia, una città che, inoltre, rappresenta un esempio delle sfide che molte altre aree costiere in tutto il mondo dovranno affrontare a causa dell'innalzamento del livello del mare nei prossimi secoli.Le 4 strategiePer valutare le strategie esistenti e potenziali, i ricercatori le hanno confrontate con le proiezioni sull'innalzamento del livello del mare contenute nel Sesto Rapporto di Valutazione dell'Ipcc. Dai loro dati è emerso che, con ulteriori misure, le barriere mobili esistenti potrebbero essere efficaci fino a un innalzamento di 1,25 metri, valore che, anche in uno scenario a basse emissioni, potrebbe essere superato entro il 2300. Tra le opzioni alternative esplorate dai ricercatori, inoltre, ci sono: l'isolamento del centro storico di Venezia con dighe ad anello che lo separerebbero dal resto della laguna, la chiusura della laguna con un "super argine", oppure il trasferimento della città, dei suoi abitanti e dei monumenti storici nelle aree interne. In particolare, le dighe così come la chiusura della laguna potrebbero essere necessarie oltre i 0,5 metri di innalzamento del livello del mare, che in uno scenario ad alte emissioni, potrebbe verificarsi già prima 2100. Mentre il trasferimento della città di Venezia potrebbe diventare necessario oltre i 4,5 metri, possibile dopo il 2300.I costi e il tempoI ricercatori, inoltre, hanno calcolato i potenziali costi di ciascuna strategia, stimando che la realizzazione delle dighe potrebbe costare tra i 500 milioni e i 4,5 miliardi di euro, la chiusura della laguna supererebbe 30 miliardi di euro, mentre il trasferimento della città potrebbe arrivare fino a 100 miliardi di euro. “Considerato l'alto valore culturale di Venezia, questi costi sono chiaramente incompleti e nessuna misura di adattamento può preservare a lungo termine la Venezia che vediamo oggi", ha precisato il co-autore Robert Nicholls. Senza considerare il fattore tempo che, per realizzare interventi su larga scala come questi, può richiedere dai 30 ai 50 anni ed è perciò essenziale una pianificazione anticipata. “Non esiste una strategia di adattamento ottimale”, ha concluso il primo autore, Piero Lionello. “Qualunque scelta dovrà consentire un bilanciamento fra interessi diversi: la sicurezza e il benessere dei residenti, la prosperità economica, la tutela degli ecosistemi lagunari, la conservazione del patrimonio culturale e il mantenimento delle tradizioni locali”.