Piazza San Marco, il lungomare Poetto, il lido di Ostia, la spiaggia di Punta della Suina: luoghi simbolo della bellezza culturale e paesaggistica del nostro Paese che rischiano di essere inghiottiti dai flutti, cancellati dalle carte geografiche. E non si tratta di una previsione astratta, ma di un rischio sempre più concreto.

G&B Festival 2024, Carlo Buontempo (C3S): "Il grafico più spaventoso è quello sull'innalzamento dei mari"

Lo studio condotto nel Salento

A lanciare l’allarme è una nuova ricerca realizzata dagli scienziati del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e pubblicata sul Journal of Water and Climate Change, che ha prodotto la prima mappatura ad altissima risoluzione delle zone vulnerabili sulla costa di Lecce, nel Salento, in cui il mare potrebbe avanzare tra i varchi delle dune, invadendo aree urbane e agricole durante mareggiate intense. In circa 15 chilometri di litorale analizzato, i settori settentrionali, come Spiaggiabella, Torre Chianca, Frigole, sono risultati i più esposti. Per esempio, nella prima di queste tre località il territorio soggetto ad allagamenti potrebbe aumentare esponenzialmente nei prossimi decenni, passando dagli 11 ettari interessati nel 2020 a circa venti ettari entro il 2060. Davanti al fenomeno, lo studio fornisce anche alcune raccomandazioni per adattarsi e aumentare la resilienza. Tra queste, ripristinare le barriere sabbiose naturali, mantenere efficienti i canali di bonifica, integrare il rischio di inondazione nella pianificazione urbanistica locale.