Più minacciano di cadere e più seducono. Più abbracciano l’infinito con la loro precarietà e più attirano turisti. Le “Sant’Andrea” — come l’Arco degli innamorati crollato a Melendugno proprio nel giorno di San Valentino — che costellano il mare pugliese, sono almeno venti. Concentrate soprattutto nel Salento — dove nessuna di esse, protestavano pochi giorni fa le opposizioni, figurava tra quelle finanziate da un bando regionale contro l’erosione — e nel Gargano. Ma la mappa del rischio, delle aree in cui la terra, dopo millenni, non è più ferma, è molto più ampia e sorprendente.
L’allarme: “Non soltanto l’Arco degli innamorati, oltre metà della costa in Puglia a rischio crollo”
di Michele Ottolino
16 Febbraio 2026
Può mai immaginare, chi fa jogging lungo la costa al confine tra Bari Torre a Mare e Mola, che in un certo tratto c’è una grotta, lungo il percorso, che rischia di risucchiarlo giù? E le comitive di turisti che nonostante i divieti della Capitaneria di porto vanno a visitare la “Grotta sfondata” a Vieste — «sono stati immortalati perfino da google map e continuano a farlo», racconta il geologo Paolo De Bellis — sanno che un macigno potrebbe cadere da un momento all’altro sulla loro imbarcazione?










