Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Non solo attacchi hacker e repressione interna, il regime veicola in rete contenuti per i filo pasdaran

È possibile bucare le difese dell'Occidente? E in che modo l'Iran fa propaganda qui da noi? Attivando movimenti e cellule vicine ai pasdaran attive in Europa. Raggiungendole spammando la rete di materiale utile al regime. E, quando possibile, facendo più male possibile con violenti attacchi cyber. Mentre sul campo si combatte coi missili e i blocchi commerciali, gli ayatollah preparano un altro assalto informatico.

In Iran il blackout della rete internet è il più lungo di sempre: da oltre mille ore i cittadini sono al buio. Sul piano istituzionale il regime presidia lo spazio informativo con una grammatica consolidata. Per contrastare i tentativi di connessione le autorità di vigilanza usano strumenti militari, come i jammer che inibiscono tutte le frequenze radio, e adottano misure sempre più aspre per fermare il traffico dei dispositivi Starlink. In questo quadro di repressione interna si inserisce anche la guerra memetica (meme warfare). Questa forma moderna di guerra, che è informativa oltre che psicologica, prevede la diffusione di meme talvolta ironici, altre visivamente aggressivi, spesso costruiti con intelligenza artificiale e codici pop globali. E i meme sono ovviamente solo uno dei tanti contenuti veicolati online dai pasdaran in rete. "La logica non è (solo) ideologica, ma algoritmica - spiega al Giornale una fonte - comprimere il conflitto in formati condivisibili". Il passaggio decisivo avviene quando la propaganda buca il linguaggio dei feed, smette di sembrare tale e diventa virale.