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La "Guerra dei 12 giorni" con Israele ha aumentato la repressione degli ayatollah sulla popolazione
Una delle conseguenze della guerra tra Israele e Iran è l'aumento della repressione del regime degli ayatollah. Più di settecento persone sono state arrestate nelle ultime settimane in Iran, gran parte delle quali dissidenti politici, con almeno tre condanne a morte per impiccagione eseguite. Non sia mai di perdere le "buone abitudini" di chi, da 46 anni, governa con il terrore cancellando ogni minima forma di dissenso.
Appena iniziati i bombardamenti Benjamin Netanyahu aveva usato la carta del "liberatore", incitando l'opposizione iraniana, o quel che ne resta. Ancor più esplicito era stato Trump, auspicando un cambio di regime. In realtà nulla di tutto questo si è verificato. Khamenei e i pasdaran della Rivoluzione sono ancora al loro posto e la repressione è ancora più forte, comprese le limitazioni, sempre più stringenti, a Internet.






