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La diplomazia (e le minacce) Usa portano alla svolta dopo gli attacchi simbolici degli ayatollah. Festa a Teheran, stop al coprifuoco a Tel Aviv
Le bombe, i raid, il timore di escalation. Fino alla svolta della notte scorsa. La guerra tra Iran e Israele è finita. Almeno per ora. Una notte di follia, l'ennesima, in cui l'Iran colpisce le base americane seminando il terrore di un conflitto su larga scala. E invecem, cambia tutto. Trump ringrazia Teheran per aver avvisato prima di colpire in quella che è stata a tutti gli effetti un'azione soltanto dimostrativa senza nessuna conseguenza reale e invoca la pace. Pochi minuti più tardi, annuncia una tregua di 12 ore che in diventa nel giro di breve la fine del conflitto. "Vorrei congratularmi con entrambi i Paesi per porre fine a quella che dovrebbe essere chiamata la Guerra dei 12 giorni", ha detto The Donald. Una tregua fragilissima, che si rinnova e diventa effettiva proprio con l'intervento deciso e diretto di Trump, al suo primo vero e proprio successo internazionale.






