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L'ayatollah è ricomparso a quattro giorni dalla fine del conflitto. Il rapporto della Cia: programma nucleare iraniano gravemente danneggiato

A quattro giorni dalla fine del conflitto tra Israele e Iran, la Guida Suprema della Repubblica islamica è uscito dal bunker dove si era nascosto per celebrare la vittoria sul "regime sionista".

Gli Stati Uniti "non sono realmente interessati al nucleare" iraniano o all'arricchimento dell'uranio, usato questa volta come un pretesto. Quello che vogliono, "è che l'Iran si arrenda". Lo ha dichiarato l'ayatollah Ali Khamenei, nel suo messaggio trasmesso dalla televisione di Stato, il primo dall'entrata in vigore del cessate il fuoco con Israele. "Un giorno si parla di diritti umani, un altro giorno di diritti delle donne, poi della questione nucleare, poi dei missili", ha affermato Khamenei sostenendo che "in realtà il nocciolo della questione è sempre stato lo stesso: vogliono che l'Iran si arrenda", ma "l'Iran non si arrenderà mai". "Per un grande paese e una grande nazione come l'Iran, il solo accenno alla resa è un insulto", ha aggiunto Khamenei.