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Continua il conflitto in Medio Oriente dove i caccia israeliani stanno bombardando i siti militari a Kermanshah, nell'Iran occidentale

I nomi delle operazioni militari non sono mai casuali, soprattutto a Washington. Il "martello di mezzanotte" (midnight hammer) trumpiano, abbattutosi sull’Iran verso le 2 del mattino domenica 22 giugno non fa eccezione. L’annuncio dell’operazione statunitense contro i siti nucleari iraniani è arrivato con un nome che ha subito attirato l’attenzione. Un’etichetta apparentemente semplice, ma che – come spesso accade nella nomenclatura militare – è tutt’altro che casuale. Dietro le due parole scelte dal Pentagono si cela una strategia comunicativa e simbolica precisa, pensata per rafforzare la percezione di potenza, precisione e determinazione.

Gli Usa sono entrati nella guerra lanciata da Israele contro l'Iran per cancellarne il programma atomico dopo che nella notte di giovedì 13 giugno, Israele aveva lanciato un potente attacco contro l'Iran. Tel Aviv ha attaccato le infrastrutture nucleari iraniane, decapitato i suoi vertici militari, ucciso scienziati di alto livello, e distrutto radar e postazioni missilistiche, usando aerei da guerra e droni introdotti clandestinamente nel Paese in precedenza. L'Iran ha risposto con diversi attacchi missilistici verso Israele. I bombardamenti tra le due parti sono continui. Ieri il premier israeliano Netanyahu ha dichiarato che l'azione avviata in Iran apre a opportunità di accordi di pace.