Un semplice spray nasale potrebbe, in futuro, diventare uno degli strumenti più innovativi contro il declino cognitivo. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Extracellular Vesicles e condotto dalla Texas A&M University, secondo cui due sole somministrazioni sarebbero bastate nei modelli animali per ridurre l’infiammazione cerebrale, migliorare la memoria e attenuare la cosiddetta “nebbia mentale”.

L’idea alla base della ricerca è tanto semplice quanto ambiziosa: invertire alcuni effetti dell’invecchiamento del cervello agendo direttamente sulle sue cellule immunitarie. Il protagonista dello studio è uno spray contenente minuscole particelle biologiche, le vescicole extracellulari, veri e propri “corrieri” naturali capaci di trasportare molecole attive all’interno dell’organismo. Al loro interno sono stati inseriti microRNA, frammenti di materiale genetico in grado di modulare il comportamento delle cellule.

Il vantaggio dello spray nasale è decisivo: queste particelle riescono ad aggirare la barriera che protegge il cervello e raggiungere direttamente il tessuto cerebrale. Una volta arrivate, agiscono sulle cellule immunitarie residenti, “spegnendo” i meccanismi che alimentano l’infiammazione cronica tipica dell’invecchiamento. Secondo i ricercatori, il processo potrebbe avere effetti rapidi: nei modelli animali bastano due dosi per osservare miglioramenti cognitivi nel giro di poche settimane, con benefici che durerebbero per mesi.