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Han fatto le cose con la consueta grandeur. Ce li immaginiamo, i bisbigli e i darsi di gomito e le valanghe di messaggini che stanno invadendo il Grand Palais, riempiendo l'aria fino alla cima della sua cupola in vetro, a due passi dagli Champs-Élisées, territori di lusso e intellighenzia, che in questi giorni sono ben mescolati al Festival du Livre di Parigi. Fino a domani, 450 espositori, mille e ottocento autori e, soprattutto, una polemica politico/letteraria che è sulla bocca di tutti: 170 firme di Grasset hanno infatti annunciato che non pubblicheranno più una riga con la casa editrice, dopo che lo storico amministratore delegato e direttore editoriale Olivier Nora è stato fatto fuori dalla proprietà, ovvero da Vincent Bolloré, il miliardario che possiede il gruppo Hachette, il colosso dell'editoria francese, di cui Grasset è parte.
"Siamo autori Grasset, abbiamo pubblicato con Grasset oppure abbiamo un libro in uscita con Grasset, ma non firmeremo il nostro prossimo libro con Grasset - protestano i 170, fra cui nomi celebri come Bernard-Henry Lévy, Virginie Despentes, Sorj Chalandon, Frédéric Beigbeder - Rifiutiamo di rimanere ostaggio di una guerra ideologica che mira ad imporre l'autoritarismo ovunque, nella cultura e nei media". La guerra ideologica consiste, secondo le ricostruzioni apparse sui quotidiani francesi, in una serie di attriti fra il conservatore Bolloré e Nora, il quale fin dall'acquisizione di Hachette da parte del magnate si è sentito piuttosto in bilico: "Se vorranno silurarmi, mi silureranno" confidava, sulla scorta di quanto accaduto agli altri vertici del gruppo. I nodi sarebbero venuti al pettine dopo due eventi recenti. Il primo punto di discordia sarebbe stato il passaggio di Boualem Sansal, lo scrittore e intellettuale algerino noto per le sue posizioni anti islamiste e la sua battaglia per la libertà di espressione che lo ha portato in carcere nel suo Paese, dall'editore Gallimard (che nel frattempo gongola, e sostiene pubblicamente Nora) a Grasset: un "nuovo acquisto" molto desiderato da Bolloré ma che avrebbe lasciato assai meno entusiasta Nora; proprio il distacco dell'ex direttore editoriale nei confronti di Sansal avrebbe irritato il padrone di casa, e non si può escludere che le posizioni scomode dell'autore algerino sull'islam abbiano avuto un peso. Non è tutto, perché Nora si sarebbe opposto alla pubblicazione del saggio Rome, objet d'amour di Nicolas Diat, autore passato dalla sinistra mitterandiana al cattolicesimo tradizionalista.






