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Quanto accaduto a Bologna venerdì è stato frutto di un'azione organizzata e studiata per causare il maggior danno possibile: ecco come si sono preparati
La manifestazione di Bologna contro il Maccabi Tel Aviv ha portato lo scontro a un livello più alto, come dimostrano le armi utilizzate dai manifestanti allo scopo di arrecare il maggior danno possibile alla polizia. Ormai è chiaro che a scendere in piazza sono gruppi organizzati che pianificano in anticipo come agire in piazza, con azioni coordinate. Che ci sia un piano preordinato lo dimostra la riproposizione di un manuale per le manifestazioni di piazza nei gruppi che hanno animato gli scontri di venerdì sera, che si concentra soprattutto sulle modalità con le quali restare in contatto in un corteo.
"Abbiamo deciso di iniziare a tradurre e diffondere fanzine, essays e contenuti da esperienze lontane e diversificate", si legge nel manifesto che propone il documento. "Il testo che leggerete, arriva da molto lontano, e venne scritto da studentx per studentx per affrontare consapevolmente e a sangue freddo Sbirri e Polizia in qualsiasi situazione", si legge ancora. Ma cosa dice questo manuale della protesta e della guerriglia di piazza. "Mantenere gli occhi sul nemico e sapere i suoi movimenti è essenziale per eseguire le nostre azioni e tattiche e superare e contrastare le loro. Azioni come rompere un cordone o eluderlo, circondare in massa macchine della polizia per togliere dall'arresto i compagni, non possono essere intraprese senza un robusto sistema di diffusione di info tattiche e comunicazione sui movimenti dei nostri avversari. Questa è una skill che tutte noi dobbiamo imparare", si legge in uno dei passaggi.






