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La nuova strategia eversiva: reclutare violenti incensurati per eludere i sistemi di riconoscimento
La guerriglia urbana avvenuta sabato a Torino continua a tenere banco anche e soprattutto per la decisione adottata dal giudice per le indagini preliminari. Dei tre soggetti che sono stati fermati per aver aggredito le forze dell'ordine nel corteo pro Askatasuna, uno è agli arresti domiciliari e due hanno solo l'obbligo di firma. Ma come mai sono stati solo tre i fermi, se la devastazione a cui abbiamo assistito ha coinvolto centinaia di manifestanti e se nelle carte si fa riferimento a un gruppo organizzato di oltre 1500 persone?
Perché è cambiata la strategia dell'eversione: la Digos è perfettamente a conoscenza dei profili da monitorare, di chi è potenzialmente pericoloso e di chi frequenta abitualmente realtà a cavallo tra anarchici, pro Pal, gruppi di boicottaggio e centri sociali.






