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Gli antagonisti alzano ancora il livello dello scontro con lo Stato e ora introducono anche l’avvertimento armato

Le immagini di quanto accaduto a Udine lo scorso 14 ottobre 2025 sono ancora vivide. Il corteo contro la partita di calcio tra la nazionale italiana e quella israeliana, dopo una prima fase di relativa tranquillità, ha assunto una connotazione violenta, con scontri fortissimi nei pressi dello stadio. Numerosi agenti delle forze dell’ordine rimasero feriti, così come alcuni giornalisti, di cui due gravemente, e oggi, a distanza di quasi sei mesi da quei fatti, l’area antagonista continua a rivendicare quell’azione, piegando la realtà a una narrazione di comodo. “Alla fine ufficiale del corteo, la determinazione di una sua parte a proseguire la manifestazione verso la zona dello stadio ha trovato la risposta repressiva dello Stato, con lacrimogeni, idranti, arresti e fogli di via”, si legge in un documento che sta circolando in queste ore tra i canali d’area.