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Il ministro dell’Interno richiama l’attenzione sul rischio eversivo dopo la morte di due militanti mentre costruivano un ordigno e rilancia il ruolo della Polizia nella prevenzione

“Il recente episodio in cui due militanti della galassia anarchica hanno perso la vita mentre costruivano un ordigno non è una notizia da archiviare in fretta: è la conferma che la minaccia eversiva è reale, presente, attiva”. Queste le parole del ministro Matteo Piantedosi questa mattina durante la cerimonia in piazza del Popolo per il 174esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato. I numeri presentati del rapporto diramato oggi fotografano bene una situazione per quale da tempo viene lanciato un allarme, confermato ancora una volta dal titolare del Viminale.

Le indagini sull’esplosione di marzo nel casolare abbandonato di Roma sono ancora in corso per individuare quale sarebbe potuto essere l’obiettivo di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. Ma quanto accaduto ha acceso un riflettore sul mondo anarchico e insurrezionalista, che non è dormiente ma pienamente attivo. “La polizia di Stato svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione, nel monitoraggio dei fenomeni di radicalizzazione e nella protezione degli obiettivi sensibili”, ha sottolineato ancora il ministro. “Nell'attuale momento storico, in cui si moltiplicano i conflitti internazionali, la minaccia cresce e richiede una sempre maggiore vigilanza”, ha detto ancora Piantedosi, evidenziando come, “mentre arretra l'immagine di una sicurezza pensata per compartimenti stagni, le minacce si evolvono repentinamente: criminalità economica, fenomeni predatori diffusi, tensioni sociali nei contesti urbani, impatto delle nuove tecnologie, flussi migratori incontrollati”.