Milano, 17 apr. (askanews) – Il Premio Orbital Cultura – Nexi Group è lieto di annunciare il vincitore della sua IV edizione: l’artista Armin Linke, rappresentato dalla galleria Vistamare (Milano – Pescara). Dedicato alla fotografia, il premio del valore di 10.000 euro, commissiona all’artista vincitore la realizzazione di una serie di immagini dedicate a un museo italiano: per l’edizione 2026 il complesso prescelto è quello delle Terme di Caracalla, Roma.

Le immagini vengono poi donate da Orbital Cultura alle istituzioni, perché possano utilizzarle per attività promozionali e di comunicazione, e per valorizzare il loro patrimonio e i loro archivi. L’artista è scelto ogni anno da una giuria di esperti, presieduta da Orbital Cultura, sulla base di una lista di candidati indicati dalle gallerie partecipanti a miart. La giuria, composta da Daniela Porro, storica dell’arte e Soprintendente Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, da Francesco Zanot, curatore e critico fotografico, e da Luca Cerizza, curatore e scrittore d’arte, ha così motivato la sua decisione: “Il lavoro di Armin Linke si distingue per la capacità di andare oltre la dimensione descrittiva e documentaria della fotografia, utilizzandola innanzitutto come strumento di ricerca e di indagine.Nella sua pratica l’immagine non si limita a restituire l’apparenza dei soggetti, ma rende accessibili i processi, i meccanismi, gli attori e le reti di relazioni che regolano sistemi complessi, normalmente nascosti allo sguardo.Attraverso una pratica rigorosa e analitica, Linke mette in luce ciò che rimane generalmente sommerso sotto la soglia di visibilità, interrogandosi sulle modalità di funzionamento di istituzioni, ambienti produttivi, organizzazioni e, più in generale, grandi macchine operative.?Al centro della sua ricerca emerge una costante attenzione al rapporto tra scala umana e sistemi più ampi, evidenziando come l’individuo sia inscritto in strutture che ne determinano le condizioni di esistenza e viceversa.?Il progetto dedicato alle Terme di Caracalla si colloca in questa prospettiva, come terreno di indagine per una rilettura del sito nelle sue diverse articolazioni e nelle dinamiche che lo attraversano”.