Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 16:14
Questo articolo è gratis.
Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione
Toh, New Orleans non si è qualificata al playoff. Ma come, non doveva essere l’anno giusto? La sua “probabile, ma non possibile” stella di prima grandezza, al secolo Zion Williamson, non era attesa alla sua stagione decisiva (l’ennesima)? Se lo è stata, nessuno se ne è accorto. I Pelicans si sono classificati undicesimi a Ovest. Williamson? Alla peggior stagione in carriera. Si è fermato a 21 punti di media (nemmeno da rookie aveva segnato così poco), con il 25% da tre su una media di 0,1 conclusioni tentate a partita. Nelle ultime dieci gare in cui è stato in campo ha fatto anche peggio, con i punti fermi a 18 e nessun tentativo da oltre l’arco. Diciamo che ha chiuso “in bellezza”. Tra l’altro, ai liberi non è precisamente un tiratore scelto (71%) e se lo mandi a sinistra in palleggio può essere autore di situazioni a dir poco confusionarie. Insomma, anche quest’anno Zion Williamson, nonostante le premessi di inizio stagione, non ha incantato. Sì, di schiacciate devastanti ne ha fatte, ci mancherebbe altro. No, di miglioramenti tecnici neanche l’ombra. Un ottimo investimento per New Orleans, non c’è che dire.







