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Ultimo aggiornamento: 16:39
Charlotte è una sorpresa? Si, se guardiamo a dove era e a come giocava nella prima parte della stagione. Certo, la loro posizione in classifica (noni a Est) non fa certo venire in mente come primo pensiero il ritorno ai fasti di Larry Johnson, Alonzo Mourning, Dell Curry, Kendall Gill e Muggsy Bogues. E se si guarda in modo oggettivo il roster, gli Hornets non sembrano attrezzati per fare così tanta strada nei playoff. Eppure, le statistiche dicono altro. Mistero dei numeri. Sono quarti nella lega per efficienza offensiva con 118,6 punti per 100 possessi. Sono sopra a squadre come i San Antonio Spurs e gli Oklahoma City Thunder, per dire. Appena fuori dalla top 10 (sono undicesimi) per efficienza difensiva.
Bella combinazione. Sono primi per triple segnate e terzi sia per percentuale da tre (38%) che per percentuale ai tiri liberi (81,8%). LaMelo Ball nelle ultime dieci partite sta regalando sprazzi di leadership, di talento, di follia, di irriverenza tecnica, di imprevedibilità. Sta segnando 22 punti di media con quasi il 40% da fuori. Gioca con una sicurezza nei propri mezzi enorme, crede di poter battere chiunque dal palleggio (e spesso ha ragione) e si prende con grande nonchalance anche le conclusioni da nove metri su un piede solo. Il rookie Knueppel la mette da oltre l’arco come se non avesse mai fatto altro nella vita (42%): eccovi servito il prossimo killer in uscita dai blocchi della NBA. Brandon Miller sta facendo una stagione di alto livello (20,2 punti di media con il 38,5% da tre), soprattutto giocando in modo molto disciplinato e assennato in attacco. Il futuro? Può succedere di tutto.







