Rabbia, disperazione e pianti. Sono centinaia i clienti che da giovedì notte stazionano davanti all’istituto bancario Credit Agricole in Piazzale Medaglie D’Oro all’Arenella a Napoli per sapere se tra le numerose cassette di sicurezza svaligiate dai ladri c’è anche la loro. Sono trascorse 24 ore dalla clamorosa rapina nell’istituto di credito partenopeo e le indagini svelano come il colpo di ieri mattina che ha tenuto in scacco per oltre sei ore le forze dell’ordine, compreso il reparto speciale del Gis dei carabinieri venuto in elicottero da Livorno, sia stato messo a segno da veri professionisti.
L’azione criminale è stata scientifica, studiata nei minimi dettagli e nulla è stato lasciato al caso. Ogni componente della banda – pare formato da sei persone con volti travisati da collant e addosso tute blu di quelle dei corrieri – si fossero mossi all’unisono, ognuno sapeva con precisione cosa fare e come agire. Dalle testimonianze, in modo concordante, è emerso che i malviventi – armati di pistola ma non sappiamo se fossero vere – gestivano con tranquillità la situazione. Addirittura in alcune fasi concitate hanno tentato di rassicurare gli ostaggi, in particolare, una signora anziana che bianca in volto per un mancamento è stata assistita e dato da bere un bicchiere d’acqua. Il tono – a tratti – da parte dei banditi è stato di comprensione e gentilezza in considerazione della tensione e il crescente nervosismo a cui erano sottoposti i 25 ostaggi, i quali sono stati invitati a lasciare i cellulari su di una scrivania. Ma non tutti hanno eseguito l’ordine. Tanto è vero che un paio di chiamate al centralino delle forze dell’ordine sono partite proprio dall’interno della banca.











