Venti minuti di puro terrore. A raccontare i momenti più difficili della rapina di giovedì all'interno della filiale numero 10 della Crédit Agricole, a Napoli, è una dipendente che sul canale web del Mattino ha scandito tutte le fasi del colpo, fino alla liberazione degli ostaggi. Mentre prosegue la caccia ai dieci "uomini talpa" che attraverso i cunicoli sotterranei sono riusciti a dileguarsi, emergono nuovi particolari investigativi. Una ricostruzione tridimensionale offerta dai carabinieri - titolari delle indagini coordinate dalla Procura - illustra plasticamente il percorso seguito dai malviventi che hanno lavorato a questo colpo per settimane, forse mesi. Vivendo praticamente nel buio dei condotti fognari.
Oltre due chilometri tra scavi, snodi fognari. Dal percorso fatto ora a ritroso dagli investigatori emergerebbe la via di fuga che da piazza Medaglie d'Oro degrada verso via Salvator Rosa, fino all'area compresa tra il Museo, Foria e i Quartieri spagnoli. Una indiscrezione non confermata - ma nemmeno smentita - parla di criminali esperti e pronti a tutto, che farebbero parte di una banda riconducibile alla zona di piazza San Gaetano, cuore del centro storico cittadino. E va oltre, sostenendo che né il giorno e né l'orario in cui è scattata la rapina fossero casuali; e che, anzi, una soffiata avrebbe indicato loro che di buon mattino un correntista si sarebbe recato nella filiale per effettuare o un grande versamento o un deposito ingente nel caveau. Circostanze ora al vaglio dei carabinieri del reparto operativo guidato dal tenente colonnello Antonio Bagarolo con i colleghi della compagnia Vomero, diretta dal maggiore Sergio Vaira. L'imponente caccia ai protagonisti del colpo prosegue senza sosta. Uomini agili, atletici e pronti a tutto, i banditi. Ma soprattutto esperti: al punto da avere escogitato un blitz al termine del quale non si dovevano lasciare tracce. Il Mattino è in grado di confermare un particolare finora rimasto inedito.











