È una presenza invisibile o quasi ed è sempre più pervasiva quella degli oggetti connessi. In Italia quelli attivi nel 2025 erano oltre 175 milioni, più di 3 per abitante, con una crescita del 13%. Stesso trend per il mercato che vale quasi 11 miliardi di euro (+12%). Quello dell’Internet delle cose è un mercato sempre più dinamico trainato da alcune aree applicative come le utility, le auto connesse e gli edifici smart mentre si lavora al processo d’integrazione con l’intelligenza artificiale. È quanto rivela l’Osservatorio Internet of things (Iot) del Politecnico di Milano presentato oggi.

Nelle ultime generazioni di dispositivi Iot sale a bordo l’intelligenza artificiale. Si tratta dell’Edge Ai, quella interna al sistema che ha la capacità di elaborazione secondo modelli di AI direttamente a bordo dei dispositivi connessi o in prossimità della fonte del dato. Tra i vantaggi la riduzione dei tempi, limitati alla dipendenza dall’infrastruttura cloud e l’ottimizzazione dell’utilizzo della banda, permettendo di elaborare i dati in tempo reale e di attivare risposte immediate. Un approccio che risulta particolarmente rilevante nei contesti industriali e delle infrastrutture. Ci sono poi dei sistemi basati su agenti intelligenti (Agentic AI) in grado di perseguire obiettivi specifici in modo autonomo o semi-autonomo, interagendo con l’ambiente circostante e adattando il proprio comportamento in funzione dei risultati ottenuti.