L'Ue potrebbe "sfiorare la recessione, con l'inflazione in avvicinamento alla soglia del 5%.
Nessun Paese europeo ne è immune". Lo scrive il capo del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale Alfred Kammer, in un'analisi sull'Imf Blog. La regione "deve rispondere agli shock energetici con politiche disciplinate che tutelino le fasce vulnerabili e rafforzino la resilienza", nota Kammer. Lo shock energetico, di entità inferiore rispetto a quello del 2022 e radicato ora nel conflitto in Medio Oriente, "sta pesando sulla crescita e spingendo l'inflazione al rialzo". L'Fmi stima l'inflazione 2026 al 2,8% dal 2,5% del 2025.
Prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente, osserva Kammer, "le nostre previsioni sarebbero state riviste al rialzo: ora, invece, osserviamo un rallentamento della crescita". I dati preliminari indicano già un indebolimento degli investimenti privati e dei consumi. Le prospettive di crescita per l'area dell'euro sono stimate ad appena l'1,1% nel 2026 e e all'1,3% per l'Unione europea: sono previsioni "accompagnate da un elevato grado di incertezza". In uno scenario più severo, come descritto nel World economic outlook, caratterizzato da uno shock dell'offerta persistente e aggravato da un inasprimento delle condizioni finanziarie, l'inflazione al 5% avvicinerebbe la recessione.









