JESOLO - Lo sviluppo verticale di Jesolo non si ferma, ma seguirà limiti ben definiti. Nella zona fronte mare, e lungo la centralissima via Bafile, le altezze massime saranno di 30 metri, pari a nove piani. In altre zone della città le altezze massime saranno ancora inferiori. Eventuali altezze più alte saranno valide solo per casi specifici, dove non ci sarà solo l'intervento di un singolo edificio ma la previsione di ricomposizione di un intero quartiere ma sempre rispettando il contesto circostante.
A stabilirlo sono i contenuti della variante 14 al Piano degli interventi, uno strumento urbanistico approvato un anno fa, dopo tre anni di studio, che riscrive le regole dello sviluppo e del governo della città. Il provvedimento ha introdotto, infatti, regole chiare e precise per le altezze, le distanze e le densità per cercare di eliminare contenziosi e interpretazioni confuse, ma soprattutto rendere ordinato lo sviluppo di Jesolo, promuovendo un minor utilizzo di suolo e l'apertura degli spazi a terra, delle strade, degli accessi al mare, nonché la rigenerazione degli immobili e degli spazi pubblici, la sostenibilità e la vivibilità urbana.
«Le varie torri realizzate sono un richiamo dal punto di vista architettonico - commenta il sindaco Christofer De Zotti - ma calate nel quadro attuale, nel contesto del Veneto 2050, forse alcune di quelle scelte non sarebbero ripetibili, almeno per noi. Va precisato che quello che vediamo oggi sono decisioni del passato legate al Piano Regolatore Generale». Guardando al futuro, l'Amministrazione comunale ha voluto tracciare una linea precisa.






