Sui vini dealcolati made in Italy grandi potenzialità se solo la produzione - ancora bloccata da iter complessi - riuscisse a decollare. È quanto è emerso a Vinitaly nel corso dell’incontro “Vini dealcolati: consumi, consumatori e mercato” organizzato dall’Unione italiana vini.

La produzione di questa categoria di prodotti è infatti ancora bloccata da dubbi normativi e si spera che in tempi brevi si possa superare lo stallo.

Perché le potenzialità sono significative.

L’Italia, che sino a ora ha destinato la produzione (effettuata all’estero) di vini dealcolati ai mercati internazionali ha quote di mercato ancora limitate - attorno al 2,5% - in particolare in Germania e Regno Unito ma il contesto è destinato a cambiare.

Secondo un’indagine dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly sulla quasi totalità delle imprese tricolori che fanno o stanno organizzando linee di vini dealcolati, i numeri si annunciano in forte crescita: +90% di aumento produttivo previsto nel 2026, con una quota export attestata al 91% e il grosso delle vendite fatte sul canale retail (77%).