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Eliana Liotta

Nella rubrica «Smart Tips» si parla del vino senza alcol, denominazione di recente autorizzata da un Decreto ministeriale: una produzione in forte salita nel mondo, con effetti salutari anche per i consumatori

Si produrrà sempre più vino dealcolato, anche se a qualcuno sembra un’eresia. Secondo le stime, il mercato globale potrebbe quasi triplicare nei prossimi dieci anni e l’Italia si sta adeguando. La rivoluzione passa per la denominazione appena autorizzata con decreto ministeriale: la parola «vino» può essere usata per le bevande con un contenuto alcolico inferiore allo 0,5% del volume oppure tra 0,5% e 8,5% (parzialmente dealcolato).

L'etanolo Prima si riteneva che il calice potesse rientrare in una dieta sana e che il rosso, addirittura, fosse benefico per il cuore. Gli studi recenti però hanno dimostrato che non esiste una soglia di assunzione sicura. Vale per ogni tipo di bottiglia, perché il problema è l’alcol, o etanolo, una sostanza tossica per l’organismo. A costo di risultare antipatici, gli scienziati devono dire come stanno le cose e poi ciascuno decide come regolarsi, considerato che il vino fa parte della nostra cultura e che nella vita rischiamo tutti i giorni.