Benessere, regime alimentare, sport, guida sicura, sono queste e altre le motivazioni che stanno facendo da qualche tempo del vino dealcolato un fenomeno.
Caduto il tabù 'culturale' tutto italiano del vino analcolico, anche per il recente decreto di novembre 2024 che ne stabilisce i requisiti in etichetta, questa bevanda ottenuta dalla vinificazione normale dell'uva cui segue un processo puramente meccanico e senza utilizzo di alcuna sostanza chimica in grado di separare l'alcol dal vino stesso ma senza perderne il gusto e le qualità a cominciare dai polifenoli, eliminando al contrario le calorie 'vuote' ossia inutili dello zucchero nel vino, la tendenza è ormai esplosa.
Vini senza alcol: chi sono i consumatori?
Il target dei vini senza alcol è variegato e in crescita. Dai salutisti ai giovani trendy, dalle donne in gravidanza a chi non può consumare alcol per motivi di salute o religiosi, sempre più persone scelgono queste bevande per motivi diversi. Anche chi vuole semplicemente gustare un buon vino senza gli effetti dell'alcol trova nei vini no alcol una valida alternativa.
In particolare, sono i giovani che cresciuti con una maggiore consapevolezza su benessere, sostenibilità e responsabilità sociale, preferiscono vini di alta qualità, prodotti in modo etico e trasparente e si sono avvicinati a bevande bevande low/no alcoliche o rinunciando del tutto all'alcol, scegliendo uno stile di vita moderato, trainando il nuovo segmento. E l'industria del vino sta rispondendo con un'offerta sempre più variegata e di qualità. Questi vini offrono un'alternativa gustosa ai tradizionali vini alcolici, senza compromettere il piacere del brindisi. E i vini low alcol italiani stanno conquistando gli Stati Uniti, dimostrando che la qualità italiana è apprezzata anche nella versione light. Questo successo evidenzia l'interesse crescente per bevande più leggere e salutari, aprendo nuove prospettive per il settore vinicolo italiano anche a livello globale.







