Dealcolati, proxy, zero, bevande: il mondo dei NoLo, acronimo con cui Vinitaly identifica un’area dell’esposizione dedicata ai no e low alcohol e un calendario di degustazioni e incontri di approfondimento, sta cercando la sua identità. E lo fa anche tramite le parole che man mano acquisiscono significati sempre più nitidi e aiutano a orientarsi in un mercato molto dinamico che, secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, in Italia vale oggi 3,3 milioni di euro, ma dovrebbe raggiungere i 15 milioni nei prossimi 4 anni. Sul fronte globale, la stima del mercato attuale è fissata a 2,4 miliardi di dollari, con prospettive di crescita fino a 3,3 miliardi di dollari entro il 2028. Per districarsi tra degustazioni e scelte di acquisto ecco un piccolo glossario delle terminologie da sapere per approcciare questa famiglia di prodotti e comprenderne le etichette.

Alcohol free

Definizione per prodotti privi di alcohol o con tasso alcolico 0,5%. Nel vino, però, in Italia non è la dicitura normativa di riferimento: le formule corrette per il vino sono dealcolato e parzialmente dealcolato.

Bevanda a base di vino dealcolato

Formula usata in etichetta quando il prodotto nasce da vino dealcolato ma non lo è più in senso stretto, perché c’è l’aggiunta, per esempio, di aromi o altro. E il vino dealcolato è un ingrediente. In questo caso si entra nel territorio delle bevande composte, non più in quello del vino in senso tecnico.