Un settore ancora piccolo, ma sempre più al centro dell’attenzione, che incuriosisce e si allarga lentamente, rosicchiando quote sia al vino tradizionale sia al mondo degli analcolici. A Vinitaly 2026 il fenomeno entra per la prima volta in fiera con uno spazio dedicato: la Vinitaly-NoLo Experience, segnale di un comparto che, pur restando di nicchia, si sta strutturando anche in Italia.
L’area, al secondo piano del Palaexpo, riunisce 25 aziende tra cantine e player tecnologici. Un numero che fotografa l’interesse crescente della filiera, cresciuto dopo il via libera normativo a fine 2025, che ha finalmente reso possibile produrre vini dealcolati in Italia.
I numeri restano contenuti, ma con prospettive di crescita esponenziale. Secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, il mercato dei No-Low wines in Italia vale oggi circa 3,3 milioni di euro, ma potrebbe raggiungere i 15 milioni nei prossimi quattro anni. A livello globale, invece, il comparto ha già raggiunto i 2,4 miliardi di dollari e punta ai 3,3 miliardi entro il 2028, con tassi di crescita sostenuti.
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A CURA DELLA REDAZIONE DEL GUSTO














