Nella “mini Svizzera” tutto appare perfetto: distese bianche alternate da scintillanti laghetti d’acqua turchese regalano uno scenario idilliaco per foto e post. Sembra un piccolo paradiso di neve e ghiacciai, ma è tutt’altro: è un'ex discarica nel nord-ovest dell’India nata sotto un sole cocente di 40 gradi e definita anche come “meta turistica tossica”. Quella che un tempo era la principale discarica dell'Asia per i residui della lavorazione del marmo a Kishangarh, nel distretto di Ajmer, in Rajasthan, è diventata una popolare meta turistica con un pericoloso lato oscuro. Capace di attirare anche 20mila visitatori nei fine settimana, la Dumping Yard Kishangarh è un'attrazione decisamente particolare.
In un territorio di quasi 150 ettari gli scarti gessosi prodotti durante la lavorazione del marmo hanno creato nel tempo uno scenario completamente bianco, fatto di piccole collinette intervallate da bacini d’acqua azzurrissima, un panorama che sembra ricordare più alcuni angoli alpini della Svizzera o i famosi “salar” del Sudamerica. Il paesaggio di questa discarica industriale che ogni giorno accoglieva milioni di litri di scarti e di fanghi è così inusuale per il Rajasthan che sempre più indiani, quasi 5mila ogni giorno, lo raggiungono per scattarsi foto, selfie e postare il tutto sui social, ma anche per vedere dal vivo quello che è diventato il set di servizi fotografici, film di Bollywood e videoclip. Oggi ospita un eliporto, strutture e zone ricreative e ristoranti ma, nonostante la sua fama, è anche al centro di grandi polemiche: diversi scienziati hanno infatti avvertito sulla pericolosità di visitare quest’area.






