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15 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 13:17

Ancora una volta Eni contro ReCommon. Questa volta per le dichiarazioni sugli interessi (tra gare vinte e dietrofront) della compagnia nella Striscia di Gaza. Fallito un tentativo di mediazione obbligatoria avviato su richiesta del colosso energetico (nella foto, l’amministratore delegato Claudio Descalzi), racconta l’associazione, la compagnia è intenzionata a chiedere 800mila euro. Il colosso italiano dell’energia, che già aveva intentato, nell’autunno 2024, una causa per diffamazione contro Greenpeace Italia, Greenpeace Paesi Bassi e ReCommon, ora accusa quest’ultima di diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo e dei social media. Al centro, le dichiarazioni di Eva Pastorelli, responsabile Finanza pubblica e multinazionali di ReCommon durante la trasmissione Report andata in onda su Rai 3 il 14 dicembre 2025 e riprese in articoli pubblicati sul sito dell’associazione. Oggetto: interessi e attività di Eni nella striscia di Gaza e il suo ruolo nel consorzio che a ottobre 2023 si era aggiudicato i diritti all’esplorazione e all’eventuale sfruttamento dei giacimenti di gas in acque rivendicate dall’Autorità palestinese sulla base degli accordi di Oslo e di decisioni dell’Onu.