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16 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 18:21

L’accordo è stato annunciato a un anno esatto dall’esplosione che ha provocato la morte di cinque lavoratori e il ferimento di altre 26 persone: il sito di Calenzano cesserà di ospitare carburante e sarà riconvertito in un mega impianto fotovoltaico. Ciò che però non era stato chiarito in quella conferenza stampa – indetta dal sindaco Giuseppe Carovani e dal presidente della Regione Eugenio Giani – è in quell’intesa è compresa anche la rinuncia del Comune a costituirsi parte civile nel futuro processo per la strage.

L’amministrazione incassa 6,5 milioni di euro, ma ritira ogni altra pretesa risarcitoria e di giustizia. Una scelta che ha fatto insorgere l’opposizione e parte della cittadinanza, che ieri ha convocato un’assemblea popolare: “È stata una sorpresa anche per noi – spiega al Fatto Maria Arena, ex candidata sindaca oggi consigliera d’opposizione del Pd – Riteniamo la vicenda molto grave. In modo unilaterale, la giunta viene meno a un impegno preciso preso e votato in consiglio comunale all’indomani del disastro. E accetta una cifra come compensazione che non sappiamo come sia stata calcolata, potrebbe benissimo essere minore dei danni accertati nel corso dell’inchiesta penale. Inoltre, non si fa cenno alle compensazioni per anni di esternalità provocate dalla presenza di questo impianto sul territorio, né a possibili danni ambientali”.