Un anno dopo la strage, Calenzano guarda al futuro. Il 9 dicembre 2024 un’esplosione nel deposito di carburanti Eni provocò la morte di cinque lavoratori, 30 feriti, danni a case e imprese attorno all’impianto. Adesso in quel perimetro, rimasto a lungo sotto sequestro per consentire l’inchiesta della Procura, nascerà un grande polo di energia rinnovabile. Dal gasolio, all’energia del sole: il luogo della tragedia ripartirà così.

La fiammata e la colonna di fumo, il momento dell'esplosione nel deposito Eni di Calenzano

L’accordo

Il Comune di Calenzano, la Regione Toscana ed Eni hanno raggiunto un accordo che cambia radicalmente il destino dell’area: al posto dei serbatoi di carburante sorgerà una centrale fotovoltaica da 20 MW, capace di produrre energia pari al consumo di circa 10 mila famiglie (poco più di 7 mila quelle residenti nel Comune). Subito dopo la devastazione, un appello si era ripetuto incessantemente: maggiore sicurezza e mai più combustibili fossili in quell’area.

Strage di Calenzano, gli operai sotto il getto di benzina prima dell'esplosione