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15 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 12:50

È stata una violenza brutale e ripetuta a causare la morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne aggredito nella notte tra sabato 11 e domenica 12 aprile nel centro di Massa. I primi risultati dell’autopsia confermano che il decesso è legato alle gravissime lesioni riportate durante il pestaggio: pugni e calci sferrati con violenza che hanno provocato un’estesa emorragia cerebrale. Secondo gli accertamenti medico-legali, la lesione fatale è compatibile sia con i colpi ricevuti sia con la caduta sull’asfalto. Resta però ancora da chiarire quale sia stato il colpo decisivo o se la morte sia il risultato dell’azione combinata degli aggressori, un nodo centrale per l’inchiesta coordinata dalla Procura di Massa e dalla Procura per i Minorenni di Genova. Sarà la relazione del professor Francesco Ventura, attesa entro 30 giorni, a fornire risposte più precise.

La ricostruzione degli investigatori dell’Arma dei Carabinieri delinea una dinamica che si è sviluppata in pochi minuti, ma in più fasi. Tutto sarebbe partito da un richiamo rivolto a un gruppo di ragazzi per una bottiglia di vetro rotta in piazza Felice Palma. Da lì la situazione è rapidamente degenerata: prima il coinvolgimento del cognato della vittima, Gabriele Tognocchi, poi l’intervento dello stesso Bongiorni nel tentativo di difenderlo. A quel punto l’aggressione si sarebbe trasformata in un pestaggio. Il 47enne avrebbe avuto una breve colluttazione con un diciassettenne, ex praticante di pugilato, per poi crollare a terra dopo un violento colpo al volto. Anche quando era ormai a terra, sarebbe stato colpito ancora con pugni e calci, in una sequenza particolarmente cruenta avvenuta sotto gli occhi della compagna, Sara Tognocchi, e del figlio undicenne.