In Sudan, da quando è scoppiato il conflitto nel 2023, almeno tre bambini al minuto sono nati in mezzo alla guerra, alla violenza diffusa, ai ripetuti attacchi alle infrastrutture civili e al collasso dei servizi sanitari essenziali, che mettono a rischio la vita di milioni di madri e neonati.

Oggi 17 milioni di bambini – circa due terzi della popolazione infantile del Paese – hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. Lo afferma Save the Children, a tre anni esatti dall'inizio della guerra nel Paese africano.

Un'analisi dei nuovi dati del ministero della Salute sudanese - spiega l'organizzazione - mostra che tra aprile 2023 e aprile 2026 sono nati circa 5,6 milioni di bambini, pari a una media di oltre 5.000 nascite al giorno, ovvero almeno 3 al minuto. Molti di questi bambini sono nati da madri sfollate in rifugi sovraffollati o strutture con risorse insufficienti, spesso prive di elettricità, attrezzature di base e personale medico qualificato. Dall'inizio del 2026, l'OHCHR ha registrato un forte aumento degli attacchi con droni contro le infrastrutture civili, con oltre 500 civili uccisi tra gennaio e metà marzo.

Quest’escalation delle ostilità ha ulteriormente messo a dura prova un sistema sanitario già indebolito. Il tasso di mortalità materna in Sudan è aumentato di oltre l'11%, passando da 263 decessi materni ogni 100.000 nati vivi nel 2022 – già uno dei più alti al mondo – a 295 ogni 100.000 nel 2025, sempre secondo i dati del Ministero della Salute. Inoltre, il tasso di mortalità infantile è stato stimato dalle Nazioni Unite al 42,9% nel 2024. Questi aumenti sono collegati all'interruzione dell'accesso all'assistenza ostetrica d'emergenza, alla carenza di personale qualificato per l'assistenza al parto e al diffuso collasso dei servizi sanitari a causa del conflitto.