Anna Arnaudo è una delle migliori mezzofondiste italiane della sua generazione: titoli italiani, record under 23 nei 10.000 metri e nella mezza maratona, medaglie internazionali. Tutto, però, è iniziato con un sogno semplice: correre con la maglia azzurra. "Indossare la maglia azzurra era il mio sogno fin da quando ho iniziato a correre", racconta. "Avevo sedici anni e già immaginavo quel momento: entrare in pista, sentire il mio nome allo start e sapere che stavo correndo per l’Italia".
Quella occasione arriva quando ha diciotto anni. Tre mesi prima che quel sogno diventi realtà, però, succede qualcosa che avrebbe potuto cambiare tutto: durante alcuni controlli medici arriva una diagnosi inattesa, diabete di tipo 1. Una malattia autoimmune che costringe chi ne soffre a monitorare continuamente la glicemia e a somministrarsi insulina per tutta la vita. Per un’atleta che vive di equilibrio fisico e metabolico potrebbe sembrare un ostacolo enorme. "Quando ho scoperto di avere il diabete avevo due possibilità davanti: fermarmi oppure continuare e provare a trasformare questa esperienza in qualcosa di utile. Ho scelto la seconda. Ho pensato che la malattia sarebbe stata parte della mia vita, ma non per forza il limite della mia corsa".






