L’Asia e il Sud-Est cambia rotta. Decisamente. La guerra in Medio Oriente ha fatto schizzare il petrolio a oltre cento dollari al barile. E in Vietnam, in Thailandia, nelle Filippine, la gente non va più dal concessionario per salvare il pianeta: ci va per risparmiare sulla benzina.
Do Thi Lan, impiegata di Hanoi, lo spiega per bene alla France Press: «Nelle spese mensili il costo della benzina inizia ad avere un peso esorbitante». Così l’elettrico diventa una scelta obbligata. Vinfast, il campione locale quotato al Nasdaq, ha visto le vendite schizzare del 127% in un mese. Trentamila macchine in marzo. Quarant’anni fa sarebbe stato un miracolo tecnologico; oggi è un miracolo di aritmetica elementare: se il litro di benzina costa troppo, l’elettrica diventa un affare. Il direttore di una concessionaria racconta che metà dei clienti arriva con la vecchia berlina a benzina e se ne va con la nuova a batteria.
Non per salvare le balene, per non finire in mutande. In Thailandia, al salone di Bangkok, BYD ha superato per la prima volta Toyota. Un farmacista di 36 anni, Pleng Nawintham, che macina cento chilometri al giorno, confessa: «Con i prezzi dei carburanti e l’incertezza sulla durata della situazione, è diventato il fattore decisivo avere un’auto elettrica».









