“È molto difficile incontrare altri interlocutori che possano sbrogliare questa situazione provocata in Iran e nello Stretto di Hormuz più della Cina, perciò penso che la Cina possa giocare un ruolo importante per trovare una via diplomatica affinché cessi la guerra, contribuendo alla stabilità e alla pace”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in conferenza stampa a Pechino, dopo aver incontrato il presidente Xi Jinping. “Questa guerra non la appoggiamo, però le imprese, le famiglie, la Spagna, l’Ue e il mondo già ne notano le conseguenze, e quindi, qualsiasi sforzo che possono fare tutte le nazioni e in particolare quelle che hanno un’interlocuzione e che non hanno partecipato in modo attivo a questa guerra illegale, è benvenuto e necessario”, ha aggiunto il leader socialista.
Le relazioni bilaterali “godono di ottima salute”
Le relazioni bilaterali tra Cina e Spagna “godono di ottima salute” e “abbiamo alzato le relazioni al livello più alto” da anni, ha spiegato Sanchez ai giornalisti, ricordando come la Spagna sia un Paese “profondamente europeista” e “un membro chiave dell’Ue”, sottolineando che questi sono interessi e valori che “difendiamo sempre”. Sanchez però ha anche aggiunto che è nell’interesse di Spagna e Europa rafforzare la relazione con la Cina, e che bisognerebbe “creare ponti”: “Vogliamo contribuire in forma attiva alla costruzione di un nuovo ordine globale”, ha detto Sanchez . Riguardo alla possibilità che gli Usa si “offendano”, ha chiesto un giornalista, per l’eventuale relazione stretta tra Madrid e Pechino, Sanchez ha sottolineato che la Spagna “ha una posizione coerente in materia di politica estera, non deve offendersi nessuno”. “E’ negli interessi di Spagna e Europa che il sistema multipolare venga rispettato” cosa che adesso non succede. “Non abbiamo nessun problema a stare dal lato giusto della storia”, ha aggiunto.












