Nelle anticipazioni dell'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino, molte analisi si sono concentrate sulla possibilità di sbloccare lo stallo in Iran e riaprire lo Stretto di Hormuz. E se è vero che il colosso cinese gioca un ruolo molto importante nel conflitto in Medio Oriente, pur senza intervenire direttamente, è importante ricordare che dal punto di vista di Pechino c'è una questione nettamente più importante del conflitto che va discussa con gli Stati Uniti: l'indipendenza di Taiwan.
Ne ha parlato la sinologa Giada Messetti nell'ultima puntata di Scanner Live, il programma di approfondimento di Fanpage.it condotto da Valerio Nicolosi. Insieme agli altri ospiti Messetti ha contribuito a dare un quadro dell'incontro (la puntata è andata in diretta mercoledì, la sera prima del vertice).
In generale, Messetti ha sottolineato che per la Cina l'indipendenza di Taiwan è "una questione identitaria: non solo strategica, solo economica o solo geopolitica". Dal punto di vista cinese "la riunificazione con Taiwan non è un nuovo processo storico, è il termine di un processo storico che è già iniziato, e che sarà compiuto quando la Cina tornerà a essere la grande potenza che era sempre stata". Un'unità che era stata interrotta dal "secolo delle umiliazioni, in cui la Cina è stata invasa dalle potenze occidentali, dal Giappone, maltrattata, e ha perso la sua posizione di grande potenza nel mondo. Un miliardo e 400 milioni di cinesi dicono che Taiwan è cinese".










