TOLMEZZO (UDINE) - Si cercano testimoni tra i sentieri e lungo le strade d’accesso alla zona boschiva della frazione di Terzo di Tolmezzo, in Carnia, dove nelle scorse settimane è stato danneggiato il traliccio di Terna che alimenta anche la stazione di pompaggio dell’oleodotto Siot-Tal. In assenza di telecamere, gli accertamenti della Dda di Trieste, affidati ai Ros dei carabinieri, si stanno concentrando sui pochi residenti della zona e su chi, in quei giorni, potrebbe aver notato movimenti insoliti in un’area frequentata anche da appassionati di mountain bike. Il danneggiamento, scoperto il 25 marzo, ha avuto conseguenze che sono andate ben oltre la Carnia: per consentire l’intervento sul sostegno della linea Tolmezzo-Paluzza, Terna ha chiesto la disconnessione dell’impianto di Paluzza, con rallentamenti che hanno inciso sulle forniture di greggio dirette verso Austria, Germania e Repubblica Ceca.

Secondo quanto ricostruito, la manomissione sarebbe avvenuta tra il 26 febbraio, data dell’ultimo sopralluogo tecnico, e il 25 marzo, quando il danno è emerso in tutta la sua evidenza. Gli investigatori escludono che il traliccio possa essersi piegato per cause naturali. A indirizzare le verifiche verso la pista del sabotaggio sono soprattutto le modalità del danneggiamento: la base della struttura metallica, sarebbe stata tranciata in modo netto, con un’azione ritenuta compatibile con l’uso di una fiamma ossidrica o con un flessibile. Non un cedimento casuale, dunque, ma un intervento preciso, studiato per indebolire progressivamente il sostegno e provocarne una flessione lenta, senza un crollo immediato. Un’azione che, proprio per questa sua apparente “misura”, fa pensare a mani esperte e a un obiettivo mirato.