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Quindi, oggi…: le sparate del presidente Usa su Papa Leone, la moglie di Pedro Sanchez e la Brexit

Due o tre cose sulle elezioni in Ungheria. Primo: Viktor Orban era un dittatore veramente scarso e la sua autocrazia una schifezza totale. S’è mai visto un dittatore, come lo hanno chiamato negli ultimi anni, che lascia vincere le elezioni al suo rivale senza incarcerarlo, ucciderlo col polonio o almeno tentare un minimo di brogli elettorali? La vittoria di Magyar dimostra che le sparate della sinistra sul “regime” ungherese erano decisamente esagerate.

L’immagine che pubblichiamo in copertina viene dalla conferenza stampa del neo premier Magyar. Cosa notate, che dovrebbe far riflettere gli europeisti che oggi stappano champagne? Che dietro le sue spalle il vincitore non ha fatto alternare una bandiera dell’Europa a quella ungherese. No. Ha messo due striminziti vessilli Ue all’esterno e una decina almeno di bandiere nazionali. Risultato: quando lo riprendevano a mezzobusto, nella stragrande maggioranza dei casi, si vedevano solo i colori dell’amata Ungheria. Questo a dire che sì, oggi Budapest guarderà a Ovest più che a Est. Ma non stiamo parlando di un amichetto di Bruxelles. Non a caso nella sua prima conferenza stampa ha detto: “Il destino dell’Ungheria non si fa a Washington o a Bruxelles”.