C’è un momento, in certe vittorie, che vale più del trofeo. Non è il rovescio vincente, non è il match point. È quello che succede subito dopo. E, a Monte Carlo, Jannik Sinner lo ha mostrato senza filtri. Ha battuto Carlos Alcaraz, 7-6 6-3, si è preso il Principato e pure un pezzo di storia. Primo grande titolo sulla terra (prima solamente il 250 di Umago nel 2022, sempre contro Alcaraz), proprio contro quello che sul rosso sembrava intoccabile. Unico, insieme a Djokovic, a vincere il “Sunshine Double” e Monte Carlo uno in fila all’altro. Terzo titolo Masters 1000 consecutivo della stagione, il quarto contando anche Parigi, ovvero l’ultimo del 2026.

La scena vera è arrivata dopo le celebrazioni di rito. Quando la tensione si è sciolta e il numero uno è tornato semplicemente Jannik. Si piega, respira, realizza. Poi corre. Verso il suo angolo, verso i suoi. Lì c’è tutto: il team, il padre, il fratello. E soprattutto lei, Laila Hasanovic. Abbraccio sì, bacio no. Dettaglio che fa rumore, perché spesso oggi si guarda più al contorno che al campo. E non è finita qui, perché un quadretto che si rinnova viene dipinto qualche istante dopo.

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