Si è inginocchiato sulla linea di fondo campo, un sorriso nascosto dietro il manico della racchetta ma pronto a mostrarsi alla platea euforica. Jannik Sinner ha battuto Alcaraz nella prima finale dell’anno tra loro, la nona della loro storia, al Country club di Montecarlo, la terra di casa ed è tornato numero 1 al mondo. E il primo pensiero è andato a chi, alle sue spalle, tifava per lui.
Dopo il saluto al rivale, Sinner si è diretto verso il suo affollatissimo angolo. E lì, i sentimenti non sono rimasti nascosti. Il primo saluto, al papà Hanspeter, in prima fila, un sorriso timido, quasi imbarazzato. Un abbraccio senza eccessivi slanci alla fidanzata Laila di bianco vestita.
Poi il "cinque" al fratello Mark, un abbraccio lungo, quasi grato, all’amico-manager Vittur. E la stretta con lo staff, mostrando un sorriso quasi inedito. Ha cantato l’inno di Mameli. E alla fine è comparsa anche mamma Siglinde, nascosta chissà dove durante la partita, come sempre, per non soffrire: il volto rigato dalle lacrime per l’ennesimo trionfo di Jannik. E si è piazzata vicino al figlio e al marito.
Poi ha ringraziato il team: grazie per spingermi al limite. Sono state settimane molto molto interessanti, cerco di capire come giocare su questa superficie. Grazie a ogni singola persona nel box. E grazie alla mia famiglia.










